Equoblog

Un blog equo e solidale

Diventa un Gulu Walker

In Nord Uganda, ogni notte,  per sfuggire ai reclutamenti forzati, migliaia di  bambini si allontanano dai villaggi verso i centri urbani.
Percorrono decine di chilometri guidati dai fratelli più grandi,con in mano una coperta per dormire nei cortili delle chiese o nelle stazioni degli autobus.

AMREF il 21 ottobre organizza a Roma la GULU WALK, una marcia per la pace in Nord Uganda.

Dalle ore 19.30 saremo al Pantheon insieme e Giobbe Covatta e Luca Zingaretti per dire BASTA alla violenza contro l'infanzia, al dramma degli sfollati e all'indifferenza internazionale verso una guerra che dura da ormai 20 anni.

Se non potrai essere con noi a Roma sei invitato a partecipare alla GULU WALK ONLINE. Sul nostro sito potrai iscriverti gratuitamente e diventare così un Gulu-walker.

I GULU WALKER sono già tanti : scopri chi sono, leggi i loro slogan e unisciti a loro!





Muhammad Yunus è premio Nobel per la Pace



Ha dato dignità e una speranza a milioni di poveri e con la sua Grameen Bank ha dato anche uno schiaffo alla Banca mondiale. Il premio Nobel per la pace del 2006 è Muhammad Yunus, bengalese, noto come "il banchiere dei poveri", perché ha istituzionalizzato i piccoli prestiti che hanno consentito, come dice la motivazione dell'Accademia di Stoccolma, "di creare sviluppo economico e sociale dal basso". Il Nobel conferito oggi a Muhammad Yunus fa seguito a quello per l'economia assegnato nel 1998 all'indiano Amartya Sen: Sen aveva enucleato i principi teorici che sono alla base del microcredito di Yunus.

Yunus e i suoi collaboratori hanno cominciato battendo a piedi centinaia di villaggi del poverissimo Bangladesh, concedendo in prestito pochi dollari alle comunità, somme minime che servivano per avviare progetti imprenditoriali. Un'azione che ha avviato anche un circolo virtuoso, con ricadute sull'emancipazione femminile, poiché Yunus ha fatto leva sulle donne per creare cooperative e promuovere il coinvolgimento di ampi strati della popolazione.

Il professor Yunus è nato nel 1940 a Chittagong, il più importante centro economico del Bengala Orientale. Terzo di 14 figli, cinque dei quali morti ancora bambini, ha studiato nella sua città poi, dopo la Fulbright, ha conseguito il dottorato all'università Vanderbilt di Nashville, nel Tennessee. Nel 1972 è diventato capo del dipartimento economico dell'università di Chittagong. Nel 1983 ha fondato la banca Grameen e nel 1997 ha presieduto a Washington la prima conferenza mondiale sul microcredito. La sua storia personale e i fondamenti del sistema della Grameen Bank sono descritti nel libro "Il banchiere dei poveri" che gli è valso numerosi premi in tutto il mondo.

La Grameen Bank oggi ha 1.084 filiali e vi lavorano 12.500 persone. I clienti in 37mila villaggi sono 2 milioni e 100mila, per il 94 per cento donne. Il sistema non è in perdita: il 98 per cento dei prestiti viene restituito. Nel suoi libro Yunus rivolge critiche feroci al sistema della Banca Mondiale e dei sussidi ai paesi sottosviluppati e non tace dei tentativi fatti dall'organizzazione internazionale per inglobare la sua Grameen Bank, tentativi che l'economista bengalese ha sempre respinto decisamente.

Tuttavia il "sistema Yunus" ha provocato un cambiamento di mentalità anche all'interno della Banca Mondiale, che ha cominciato ad avviare progetti simili a quelli della Grameen. Il microcredito è diventato così uno degli strumenti di finanziamento usati in tutto il mondo per promuovere sviluppo economico e sociale, diffuso in oltre 100 nazioni in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Uganda. "In Bangladesh, dove non funziona nulla - ha detto una volta Yunus - il microcredito funziona come un orologio svizzero".

"Attraverso culture e civiltà, Yunus e la Grameen Bank hanno dimostrato che anche i più poveri fra i poveri possono lavorare per portare avanti il proprio sviluppo", si legge nelle motivazioni, scritte dalla giuria di cinque membri che ha assegnato il Premio Nobel per la Pace 2006 a Muhammad Yunus. "La pace duratura non può essere ottenuta a meno che larghe fasce della popolazione non trovino mezzi per uscire dalla povertà - continua la motivazione - il microcredito è uno di questi mezzi".

"Sono felicissimo, non posso credere che sia accaduto davvero. Voi sostenete il sogno di un mondo libero dalla poverta" è stato il commento a caldo fatto da Yunus ai microfoni di una radio norvegese. "Il Nobel è una grande cosa - ha continuato Yunus - per me e per la nazione, ma ci carica di nuove e maggiori responsabilità. Il Bangladesh deve sradicare la povertà dal paese e impegnarsi per combatterla ed eliminarla in tutto il mondo". L'economista bengalese, nonostante l'enorme successo ottenuto dal sistema da lui inventato, non ha mai smesso di lavorare dal basso, seguendo passo passo le attività dei suoi collaboratori e accettando gli inviti di organizzazioni in tutto il mondo per parlare e diffondere il microcredito.

Da Repubblica.it

Il sito della Grameen Bank

Hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato pace

Srifa, 15 agosto 2006. Hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato pace. Srifa, o quello che era una volta il villaggio di Srifa, è una distesa di case spianate, muri esplosi, macerie, gatti affamati e cadaveri intrappolati. Ma è anche il luogo della vittoria per gli Hezbollah, i cui miliziani camminavano ieri, in mezzo alla distruzione, con l'aria degli eroi conquistatori. A chi bisogna dare la colpa di questo deserto? Alla milizia sciita che ha provocato questa guerra, o all'esercito e all'aviazione israeliana che hanno devastato il Libano del sud, e ucciso tanti dei suoi abitanti?

Non c'è dubbio su ciò che pensa il mukhtar, il capo, del villaggio. Quando tre uomini di Hezbollah - uno ferito al braccio, gli altri che trasportavano cartucciere e una ricetrasmittente - ci sono passati accanto fra i cumuli di cemento in macerie, Hussein Kamel el-Din ha gridato loro "Salve, eroi!". Poi si è voltato verso di me. "Sai perché sono arrabbiati? Perchè Dio non gli ha dato l'opportunità di morire".

Continua a leggere l'articolo di Robert Fisk

da Peacelink

Sempre sempre Africa



L’Africa è il paradigma delle più profonde contraddizioni dei nostri tempi, delle enormi disuguaglianze e nello stesso tempo della grande potenzialità di un insieme di civiltà tanto diverse e tanto complementari e vivificanti per la nostra civiltà occidentale.

Dalla cultura africana vengono gran parte dei costumi e delle arti della nostra contemporaneità. Basti citare tra tutte l’arte moderna e contemporanea, la musica jazz e pop. Di ciò, soprattutto tra le giovani generazioni, c’è poca consapevolezza.

Le nostre convinzioni ci fanno credere che proprio da questa consapevolezza potrebbe nascere una coscienza rispettosa e curiosa, disposta ad aprirsi verso le diversità ed in loro rispecchiarsi scoprendone radici comuni ed analogie. Su questa ipotesi poggia la nostra decisione di scegliere l’Africa come tema centrale dell’Arci della Lunigiana.

Sull’Africa, le sue arti, la storia e i drammi, ci incontreremo per 3 giorni, in uno spazio e vento che si gemella e prosegue la festa antirazzista di Cecina. Questo appuntamento di conoscenza, studio, confronto e festa dedicati all’Africa vuol diventare un appuntamento fisso da riproporre ogni anno. Questa prima edizione si svolgerà dal 21 al 23 luglio nella località di Cavilla, nel comune di Mulazzo, in Lunigiana (MS). Nel corso di queste giornate, mattina e pomeriggio, si svolgeranno 3 stages di musica e danza ai quali si può partecipare su prenotazione.
 
Per info:
www.macchiediruggine.it/mamaafrica
ARCI Carrara 058575275

Prima tromba, poi bandiera della pace!



I calciatori statunitensi si credono marines e dicono che la partita contro l'Italia sarà "una guerra". I calciatori italiani si sentono patrioti e dicono che giocheranno anche per i soldati in Iraq. E il Palacucco risponderà con i simboli pacifisti. Rispolverate le bandiere della pace: si va a fare il tifo al Palacucco
 
Sabato 17 c’è una nuova occasione per guardare la partita su maxi-schermo, divertirsi, bere una birra in compagnia, conoscere un po’ di persone e – soprattutto – ricordare che c’è la pace da difendere.
Per Italia – Stati Uniti secondo appuntamento del Palacucco 2006: la redazione di Bar sport invita tutti a portare con sè la bandiera della pace da sventolare durante la partita.
Il calciatore statunitense Eddi Johnson ha detto che sul campo “sarà come andare in guerra”; il centravanti italiano Gilardino ha risposto che bisogna fare “bella figura anche per i soldati italiani in Iraq”: il Palacucco risponderà con le bandiere della pace.
 
Palacucco è il nome che prende il Mazda palace di Milano (via S.Elia 33 – fermata Lampugnano MM1) durante i campionati mondiali di calcio. Facilmente intuibile quale’è l’attività preferita dei partecipanti. Da sempre lo slogan che accompagna l’iniziativa è “prima tromba, poi bandiera”: per la partita Italia – Stati Uniti la trasmissione Bar sport propone che diventi “prima tromba, poi bandiera della pace”.
 
Da Radio Popolare

http://www.radiopopolare.it/trasmissioni/bar-sport/
 
http://www.radiopopolare.it/trasmissioni/bar-sport/palacucco/

AltriMondiali – Provincia di Milano: Gran finale



Il 9 luglio dalle 19.00 all'Arena Civica di Milano ci saranno le finali del torneo di AltriMondiali, contro il razzismo, per l’integrazione culturale e sociale tra i popoli.
 
La scelta del giorno non è stata casuale: coincide con l'inaugurazione dei Mondiali di Germania '06.  AltriMondiali passerà il testimone al 'calcio spettacolo', quello degli sponsor e dei diritti televisivi, con la speranza che arrivi il messaggio che… un altro calcio c’è già! E’ possibile, cioè, che un pallone sia prodotto senza sfruttare il lavoro minorile ed incentivando lo sviluppo locale; una partita può essere un momento di incontro e non necessariamente una guerra; il festeggiamento di un goal è altrettanto bello anche senza soldi dello sponsor...
 
Il 7 giugno al campo di S. Maurizio al Lambro di Cologno Monzese (MI) si sono svolte le due semifinali. Ecco i risultati:

Yassets Sport - Nonviolenti per passione        4 - 0
Free PalestineLeoni Rossoneri                   1-  2
 
Le due finali saranno di conseguenza:
Free PalestineNonviolenti Casacarità, per terzo e quarto posto
Yassets SportLeoni Rossoneri, per primo e secondo posto
 
Nella pausa fra le due finali ci sarà anche una partita-dimostrazione di calcio femminile fra Scalciate del Boccaccio di Monza e Olinda ex ospedale Pini di Milano. Vi aspettiamo quindi all’Arena Civica di Milano (ingresso libero) per assistere alle partite venerdi 9/6 dalle ore il 19,15 con Padre Kizito Sesana, Irma Dioli, Josè Luiz Del Roio, don Massimo Mapelli e altri protagonisti degli AltriMondiali.
 
Domenica 10 giugno, invece, alla Villetta dell’Idroscalo dalle 10,30 ci sarà la Festa di AltriMondiali; ultima occasione per salutare la Yassets e la Free Palestine prima della partenza per Pisa.
Gli AltriMondiali infatti si trasformano in evento itinerante e toccheranno - dopo Pisa - Livorno, la provincia di Macerata  e altre città per concludersi a Roma a fine giugno.
 
Michele Papagna
coordinatore degli AltriMondiali
Per info: Silvia Re, info@altrimondiali.it cell. 3332376767

www.altrimondiali.it

48587



Diritto al cuore

Il Sudan e i nove paesi confinanti: un'area grande tre volte l'Europa, dove i bisogni sanitari sono drammatici e le risposte scarse e inadeguate.

Per gli oltre 300 milioni di abitanti di questa immensa regione dell'Africa non esiste un ospedale cardiochirurgico gratuito e di elevata qualità: Emergency lo sta realizzando.

Il Centro si chiamerà Salam, in arabo "pace". Un luogo dove sviluppare pratiche di pace attraverso il riconoscimento dell'uguale dignità e diritti di ciascun essere umano, la condivisione dei più avanzati risultati della scienza medica e la possibilità di incontro e collaborazione tra pazienti e personale di diversi paesi e culture.

Aiutiamo Emergency, basta un sms al numero 48587.

Visita il sito di Emergency

Considerate se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.

Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Ieri sera sono stata ad ascoltare la testimonianza di Nedo Fiano. E' un bel signore elegante, molto deciso e puntuale nelle sue parole, molto disponibile e aperto al dialogo. Mi ha colpito moltissimo per il suo modo così emozionato di narrare quei giorni terribili, tutta la sala - fortunatamente gremita - era rapita dal racconto e commossa.

Uno dei passaggi più toccanti è stata la lettura della poesia di Primo Levi Se questo è un uomo. La sua voce aveva una tale carica drammatica che rendeva estremamente vivida e tagliente ogni parola. Forse solo chi ha vissuto un dramma così grande riesce ad essere così autorevole. Questa poesia mi ha suscitato un pensiero, sarà la deformazione professionale, sarò io che non riesco a pensare ad altro, ma ho pensato che questi versi non riguardano solo il passato.

Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no

Anche oggi, in tante parti del mondo ci sono uomini e addirittura tanti bambini non riconosciuti come tali, sfruttati, ridotti in schiavitù, che non hanno il diritto di aspirare a una vita migliore.

Sarò pazza, ma mentre mi commuovevo al racconto delle atrocità naziste che hanno macchiato per sempre l'eredità della razza umana, il mio pensiero è andato anche a loro e ho sperato che anche altri in quella sala stessero coltivando lo stesso pensiero. Perchè si possa, non solo ricordare e fare di tutto perchè la memoria non si perda e non si diffondano odiosi revisionismi, ma anche fare qualcosa per cambiare la situazione e riportare un po' di giustizia dove non c'è che sofferenza.

Ascoltare Nedo Fiano è stata una delle esperienze più belle che mi siano capitate. Se vi capitasse, non fatevelo scappare. 

Spazio Orange

(foto di Vincenzo Cottinelli)

...dobbiamo fermarci,
prenderci tempo per riflettere, per stare in silenzio.
Spesso ci sentiamo angosciati dalla vita che facciamo,
come l'uomo scappa impaurito dalla sua ombra e dal
rimbombare dei suoi passi.
Più corre, più vede la sua ombra stargli dietro;
più corre più il rumore dei suoi passi si fa forte e lo turba,
finchè non si ferma e si siede all'ombra di un albero.
Facciamo lo stesso.
Visti dal punto di vista del futuro, questi sono ancora
i giorni in cui è possibile fare qualcosa.
Facciamolo.
A volte ognuno per conto suo, a volte tutti insieme.
Questa è una buona occasione.
Il cammino è lungo e spesso ancora tutto da inventare.
Ma preferiamo quello dell'abbrutimento che ci sta dinnanzi?
O quello, più breve, della nostra estinzione?
Allora: Buon Viaggio!
Sia fuori che dentro.

Tiziano Terzani, Lettere contro la guerra

Mercoledì 1 febbraio avverrà l'inaugurazione dello spazio che diverrà la sede milanese del Terzani Club, con una mostra fotografica che si intitola "No Ears", ispirata ad una frase di TT.

L'appuntamento è per le 18,30 in Via Bolzano 18/A a Milano, M1 Linea Rossa fermata Rovereto. Per chi venisse in auto, da P.le Loreto in V.le Monza e all'altezza di Blockbuster girare a destra e posteggiare. A 50 metri c'è Studio Orange!

Segnalo poi la serata Tiziano Terzani, da corrispondente di guerra a uomo di pace che si terrà a Carugate all'Auditorium "De Gasperi" della Banca di Credito Cooperativo, via Don Bosco, 12 alle ore 21.00. Per informazioni 02 9251394.

Se vuoi vedere la bellissima locandina visita il sito del 'fun' club di TT

Il Giorno della Memoria

27 gennaio, nel mio piccolo vorrei ricordare tutte le vittime di quei mesi, di quegli anni orribili. Leggendo i libri, gardando le foto, ascoltando i sopravvissuti parlare, non si può che farsi una domanda senza risposta. Com'è possibile che mente umana abbia concepito e realizzato questo orrore? Com'è possibile che si accaduto? Una domanda senza risposta, ma che spero si facciano tutti oggi e non solo oggi, per non smettere di ricordare quello che è successo.

Mi è capitato di ascoltare alcuni sopravvissuti parlare della loro esperienza. E' dificile per loro raccontare, come è difficile per noi ascoltare questi racconti senza commuoverci, eppure è necessario. Fra qualche giorno andrò ad ascoltare Nedo Fiano, un reduce dal campo di Auschwitz, penso che sia un onore e un dovere cogliere l'occasione di incontrare chi ha vissuto quei giorni ed è disposto a raccontarli. Sono rimasti in pochi, ormai, coraggiosi e disposti a mettersi in gioco perchè i loro ricordi diventino una memoria collettiva. Siamo noi la loro memoria, noi non li dimenticheremo e porteremo le loro parole a chi arriverà dopo di noi.

Nedo Fiano sarà mercoledì 1 febbraio alle 21.00 all'aula civica di via Cantù a Barzago (Lecco)


Qualche articolo interessante

Appuntamenti e mostre

Cambiare è possibile

... è il primo convegno della Campagna Banche Armate

Roma, 14 gennaio.





Nata dalla volontà delle tre principali riviste missionarie italiane, la Campagna di pressione alle “banche armate” compie sei anni. Nel ‘99 - in vista del grande Giubileo - Nigrizia, Missione Oggi e Mosaico di Pace vollero infatti stimolare il mondo cattolico e la società civile ad una maggior partecipazione e coerenza sui temi della finanza e della gestione del risparmio; rilanciando le intuizioni dei direttori del tempo, venne ripresa l’attività di monitoraggio della L. 185/90 che regola l'esportazione italiana di armi, rilevandone anche abusi e violazioni.

In questi pochi anni la Campagna è riuscita ad attivare una mobilitazione tale da indurre molte banche a dotarsi di diversi “criteri di responsabilità etica”, andando al di là del semplice criterio dell’ “autorizzazione governativa”. Non solo: la Campagna ha anche stimolato una prolifica gemmazione di attività ed iniziative che hanno contributo a tener alta l'attenzione sul mercato delle armi ed i suoi legami con il mondo finanziario e si sta impegnando ora a verificare la praticabilità del progetto “tesorerie disarmate”. Di questo è molto altro si parlerà il 14 Gennaio a Roma.

Con interventi di:
p. Nicola Colasuonno (Direttore di Missione Oggi), Marco Gallicani (Direttore dell'Associazione Finanza Etica), Adriano Labbucci (Presidente del Consiglio Provinciale di Roma), Piero Marrazzo (Presidente della Regione Lazio), Enrico Gasbarra (Presidente della Provincia di Roma), Walter Veltroni (Sindaco di Roma), Giorgio Beretta (Campagna di pressione alle "banche armate"), Matteo Arpe (Amministratore Delegato del Gruppo Capitalia), On. Giuseppe Cossiga, p. Carmine Curci (Direttore di Nigrizia) e di Francesco Terreri (Presidente di Microfinanza), Nicoletta Dentico, Luigi Nieri (Assessore al Bilancio della Regione Lazio), Giuseppe Gallo (Segretario Generale Fiba Cisl), Marcello Bedeschi (Presidente del Comitato di sostegno alla Gmg), Mario Crosta (Direttore Generale di Banca Etica), Antonio Rosati (Assessore al Bilancio della Provincia di Roma), Riccardo Troisi (Rete Disarmo), John Scudiero (Cimi), Alex Zanotelli ed Eugenio Melandri

Il programma completo e tutte le informazioni per partecipare le trovi su www.finanzaetica.org

Una bella fiera a Modena

Si chiama Aza Mataotra ed è la prima fiera dedicata a immigrazione e intercultura. Saranno presenti tante realtà che vivono e che si interrogano su questa esperienza. Si svolgerà da domani, 16 dicembre, al 18 presso Modena Fiere, dalle 9.00 alle 19.00, l'ingresso è gratuito.

Secondo me vale la pena farci un giro...

Una foto-petizione per la pace

In vista della marcia Perugia-Assisi di domenica 11 settembre, Controll Arms ha ideato un'iniziativa originale, una raccolta di firme speciale, corredata anche dalla foto di chi richiede che a livello mondiale si prenda una posizione contro il traffico di armi.

Ecco l'appello:

11  Settembre 2005
Il  momento per agire e fronteggiare la crisi provocata dagli armamenti è ormai giunto. Ed è proprio  ora! - Cerchiamo 100 volontari

Lungo  il tragitto della marcia Perugia-Assisi vi sarà un una sorta  di "check-point" dove poter "filtrare" la marcia  (come ai tornelli di una metropolitana), permettendo così a  tutti i partecipanti di essere fotografati e firmare la petizione.

Partecipa  anche tu alla realizzazione di questa grande azione!

Per la realizzazione del check point per la Pace sono necessari  un centinaio di volontari:

50  volontari muniti di macchina fotografica digitale e batterie di  ricambio.
50 volontari che accompagnino i fotografi, e che facciano firmare  la petizione.
10 volontari che si occupino di avvisare con un megafono, 300 metri  prima della piazza, che si sta arrivando al check-point
4 volontari che si occupino di smistare il traffico nelle varie corsie  e di indirizzare le persone anche ai gazebo presenti in piazza ove  sarà possibile  sottoscrivere la foto-petizione.

 Oltre a questo check point vorremmo poi raccogliere le foto (e le  relative firme) in altri modi:
1) Alla partenza di Perugia.
2) Alla partenza di Ponte San Giovanni.
3) A Santa Maria degli Angeli, in prossimità del posteggio dei  pullman.
4) Se riusciremo, anche alla Rocca ad Assisi.
5) Sui pullman provenienti dalle varie città, durante il viaggio  di andata

Per chi vuole collaborare venendo a Perugia già da sabato 10 settembre, è prevista  l'ospitalità per la notte fra il sabato e la domenica  (gratuita, in sacco a pelo presso oratori o altri luoghi).

Segnalaci subito la tua disponibilità!
http://www.disarmo.org/controlarms/articles/art_12308.html

Invia una mail a
controlarms@disarmo.org con  oggetto "Check point per la Pace" e il testo

"Anch'io  sono disponibile a partecipare alla realizzazione del 'Check  Point per la Pace' che si terrà durante la marcia Perugia-Assisi  il prossimo 11 settembre"

unendo anche i tuoi dati (nome, cognome,  eventuale organizzazione di appartenenza, numero di telefono cellulare,  se porterai con te una macchina digitale ed il giorno del tuo arrivo  a Perugia - sabato 10 o domenica 11)

Per qualsiasi domanda o richiesta:

controlarms@disarmo.org -  Michele 347-1896070 - Ilaria 339-2373107


In ricordo di Tiziano T.

Nel 2001, allÂ’indomani della tragedia delle Torri Gemelle, Tiziano Terzani aveva pubblicato sul Corriere un articolo di risposta alla tristemente famosa invettiva che la giornalista Oriana Fallaci aveva scritto qualche tempo prima. Il messaggio pacifista di Terzani, a qualche anno di distanza è ancora attuale, e le parole rivolte alla scrittrice sono ancora oggi un monito affinché in un periodo di crisi e tragedie ovunque lÂ’uomo non si faccia prendere da una spirale di violenza.
Ecco un brano:

Oriana, dalla finestra di una casa poco lontana da quella in cui anche tu sei nata, guardo le lame austere ed eleganti dei cipressi contro il cielo e ti penso a guardare, dalle tue finestre a New York, il panorama dei grattacieli da cui ora mancano le Torri Gemelle. Mi torna in mente un pomeriggio di tanti, tantissimi anni fa quando assieme facemmo una lunga passeggiata per le stradine di questi nostri colli argentati dagli ulivi. Io mi affacciavo, piccolo, alla professione nella quale tu eri già grande e tu proponesti di scambiarci delle "Lettere da due mondi diversi": io dalla Cina dell'immediato dopo-Mao in cui andavo a vivere, tu dall'America. Per colpa mia non lo facemmo. Ma è in nome di quella tua generosa offerta di allora, e non certo per coinvolgerti ora in una corrispondenza che tutti e due vogliamo evitare, che mi permetto di scriverti. Davvero mai come ora, pur vivendo sullo stesso pianeta, ho l'impressione di stare in un mondo assolutamente diverso dal tuo.

Ti scrivo anche - e pubblicamente per questo - per non far sentire troppo soli quei lettori che forse, come me, sono rimasti sbigottiti dalle tue invettive, quasi come dal crollo delle due Torri. Là morivano migliaia di persone e con loro il nostro senso di sicurezza; nelle tue parole sembra morire il meglio della testa umana - la ragione; il meglio del cuore - la compassione. Il tuo sfogo mi ha colpito, ferito e mi ha fatto pensare a Karl Kraus. "Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti e taccia", scrisse, disperato dal fatto che, dinanzi all'indicibile orrore della Prima Guerra Mondiale, alla gente non si fosse paralizzata la lingua. Al contrario, gli si era sciolta, creando tutto attorno un assurdo e confondente chiacchierio. Tacere per Kraus significava riprendere fiato, cercare le parole giuste, riflettere prima di esprimersi. Lui usò di quel consapevole silenzio per scrivere Gli ultimi giorni dell'umanità , un'opera che sembra essere ancora di un'inquietante attualità. Pensare quel che pensi e scriverlo è un tuo diritto. Il problema è però che, grazie alla tua notorietà, la tua brillante lezione di intolleranza arriva ora anche nelle scuole, influenza tanti giovani e questo mi inquieta. Il nostro di ora è un momento di straordinaria importanza. L'orrore indicibile è appena cominciato, ma è ancora possibile fermarlo facendo di questo momento una grande occasione di ripensamento. È un momento anche di enorme responsabilità perché certe concitate parole, pronunciate dalle lingue sciolte, servono solo a risvegliare i nostri istinti più bassi, ad aizzare la bestia dell'odio che dorme in ognuno di noi ed a provocare quella cecità delle passioni che rende pensabile ogni misfatto e permette, a noi come ai nostri nemici, il suicidarsi e l'uccidere. "Conquistare le passioni mi pare di gran lunga più difficile che conquistare il mondo con la forza delle armi. Ho ancora un difficile cammino dinanzi a me", scriveva nel 1925 quella bell'anima di Gandhi. Ed aggiungeva: "Finché l'uomo non si metterà di sua volontà all'ultimo posto fra le altre creature sulla terra, non ci sarà per lui alcuna salvezza".

E tu, Oriana, mettendoti al primo posto di questa crociata contro tutti quelli che non sono come te o che ti sono antipatici, credi davvero di offrirci salvezza? La salvezza non è nella tua rabbia accalorata, né nella calcolata campagna militare chiamata, tanto per rendercela più accettabile, "Libertà duratura". O tu pensi davvero che la violenza sia il miglior modo per sconfiggere la violenza? Da che mondo è mondo non c'è stata ancora la guerra che ha messo fine a tutte le guerre. Non lo sarà nemmen questa. Quel che ci sta succedendo è nuovo. Il mondo ci sta cambiando attorno. Cambiamo allora il nostro modo di pensare, il nostro modo di stare al mondo.

Ecco il sito ufficiale del “fun” club di Tiziano Terzani