venerdì, 28 luglio 06 22:54
Ciao Tiziano

Oggi sono 2 anni che Tiziano Terzani ha lasciato il suo corpo. Questa sera in tanti lo ricordano, in tante città d'Italia, nel modo più bello, leggendo insieme i suoi libri.
Leggo un po' anch'io. E gli mando un pensiero.
martedì, 25 luglio 06 18:14
Il De Prufundis della WTO
Tradewatch accoglie con favore la sospensione dei negoziati della Wto a Ginevra e chiede una radicale revisione delle regole del commercio internazionale
“Siamo alla resa del liberismo a livello internazionale. Anche l’istituzione principe dell’iniqua globalizzazione liberista si è definitivamente fermata. Questa volta per salvare il Doha Round non sono bastati nemmeno i metodi poco democratici dei negoziati ristretti tra pochi Paesi forti. La sospensione delle trattative è un atto dovuto nei confronti dei milioni di cittadini del pianeta che si sono battuti da Seattle in poi per la giustizia internazionale e contro le regole imposte dalla Wto, ma soprattutto verso la stragrande maggioranza dei Paesi in via di sviluppo, le cui istanze non sono mai state ascoltate dalla Wto e dai poteri che la controllano” afferma il Tradewatch.
I principali attori del negoziato accusano l’amministrazione Bush di essere rimasta inamovibile in merito alle sue posizioni e di aver portato all'impasse finale. Come sottolineato da diversi dei sei governi che hanno condotto un negoziato serrato nelle ultime ore, il futuro del Doha Round diventa sempre più incerto e la sua conclusione è rimandata di molti mesi, se non di anni.
“L'Agricoltura è stata il maggior scoglio negoziale di questo supposto Round per lo sviluppo, rilevando come la pretesa di creare un mercato globale dei prodotti agricoli imperniato su regole liberiste fosse un mero trucco ideologico. I movimenti dei contadini e dei pescatori, che in questi anni si sono battuti contro la mercificazione dell'agricoltura, sono riusciti a smascherare questa finzione ideologica, imponendo ai governi del Sud una gerarchia diversa che ponesse il cibo prima del commercio. La Wto ha terminato la sua corsa, o l'agricoltura esce dalla sua agenda e ritorna di competenza di altre istituzioni internazionali all'interno del sistema delle Nazioni Unite, oppure rimarrà la causa principale dello stallo dei negoziati commerciali a livello multilaterale” afferma Antonio Onorati del Centro Internazionale Crocevia, presente in questi giorni a Ginevra.
“La storia dei negoziati commerciali internazionali ci insegna che dei cambiamenti sono sempre possibili, ma il collasso della Wto di oggi conferma che il mondo e i poteri economici sono profondamente mutati. Riteniamo inaccettabile l’ipocrisia di Ue e Stati Uniti, che da tempo spingono aggressivi negoziati su scala bilaterale e regionale, in barba a qualsiasi principio multilaterale, per forzare condizioni ancora più capestro di quelle della Wto sui Paesi in via di sviluppo, mettendo una seria ipoteca sulla loro possibilità futura di uno sviluppo sostenibile” ha dichiarato Antonio Tricarico della CRBM.
La sospensione dei negoziati mette a serio rischio la credibilità della stessa Wto, già provata dal sonoro fallimento di Cancun alla conferenza ministeriale del 2003.
Secondo Monica Di Sisto dell'organizzazione equa e solidale Fair "Il fallimento degli ultimi negoziati dimostrano come il sistema Wto sia totalmente inadeguato a far fronte alle sfide della globalizzazione. Come movimenti sociali siamo chiamati a dare il nostro contributo per la costruzione di un sistema realmente multilaterale più equo, che superi un Wto ormai in crisi e che tenga in debita considerazione le istanze delle popolazioni, dell'ambiente ed i diritti umani".
“A questo punto i governi membri del Wto, e in particolare quelli europei tra cui l’Italia, traggano una valida lezione da quanto accaduto a Ginevra e si muovano subito per la definizione di nuove regole del commercio internazionale basate sulla realizzazione dei diritti fondamentali dei popoli del pianeta, e non sull’apertura indiscriminati dei mercati” sostiene Roberto Sensi di Mani Tese.
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Tradewatch (www.tradewatch.it) è l'Osservatorio italiano sul commercio internazionale promosso da Centro Internazionale Crocevia, Campagna Riforma Banca Mondiale, Fair, Mani Tese, Gruppo d’appoggio al movimento contadino africano, Terra Nuova e Fondazione Culturale Responsabilità Etica
“Siamo alla resa del liberismo a livello internazionale. Anche l’istituzione principe dell’iniqua globalizzazione liberista si è definitivamente fermata. Questa volta per salvare il Doha Round non sono bastati nemmeno i metodi poco democratici dei negoziati ristretti tra pochi Paesi forti. La sospensione delle trattative è un atto dovuto nei confronti dei milioni di cittadini del pianeta che si sono battuti da Seattle in poi per la giustizia internazionale e contro le regole imposte dalla Wto, ma soprattutto verso la stragrande maggioranza dei Paesi in via di sviluppo, le cui istanze non sono mai state ascoltate dalla Wto e dai poteri che la controllano” afferma il Tradewatch.
I principali attori del negoziato accusano l’amministrazione Bush di essere rimasta inamovibile in merito alle sue posizioni e di aver portato all'impasse finale. Come sottolineato da diversi dei sei governi che hanno condotto un negoziato serrato nelle ultime ore, il futuro del Doha Round diventa sempre più incerto e la sua conclusione è rimandata di molti mesi, se non di anni.
“L'Agricoltura è stata il maggior scoglio negoziale di questo supposto Round per lo sviluppo, rilevando come la pretesa di creare un mercato globale dei prodotti agricoli imperniato su regole liberiste fosse un mero trucco ideologico. I movimenti dei contadini e dei pescatori, che in questi anni si sono battuti contro la mercificazione dell'agricoltura, sono riusciti a smascherare questa finzione ideologica, imponendo ai governi del Sud una gerarchia diversa che ponesse il cibo prima del commercio. La Wto ha terminato la sua corsa, o l'agricoltura esce dalla sua agenda e ritorna di competenza di altre istituzioni internazionali all'interno del sistema delle Nazioni Unite, oppure rimarrà la causa principale dello stallo dei negoziati commerciali a livello multilaterale” afferma Antonio Onorati del Centro Internazionale Crocevia, presente in questi giorni a Ginevra.
“La storia dei negoziati commerciali internazionali ci insegna che dei cambiamenti sono sempre possibili, ma il collasso della Wto di oggi conferma che il mondo e i poteri economici sono profondamente mutati. Riteniamo inaccettabile l’ipocrisia di Ue e Stati Uniti, che da tempo spingono aggressivi negoziati su scala bilaterale e regionale, in barba a qualsiasi principio multilaterale, per forzare condizioni ancora più capestro di quelle della Wto sui Paesi in via di sviluppo, mettendo una seria ipoteca sulla loro possibilità futura di uno sviluppo sostenibile” ha dichiarato Antonio Tricarico della CRBM.
La sospensione dei negoziati mette a serio rischio la credibilità della stessa Wto, già provata dal sonoro fallimento di Cancun alla conferenza ministeriale del 2003.
Secondo Monica Di Sisto dell'organizzazione equa e solidale Fair "Il fallimento degli ultimi negoziati dimostrano come il sistema Wto sia totalmente inadeguato a far fronte alle sfide della globalizzazione. Come movimenti sociali siamo chiamati a dare il nostro contributo per la costruzione di un sistema realmente multilaterale più equo, che superi un Wto ormai in crisi e che tenga in debita considerazione le istanze delle popolazioni, dell'ambiente ed i diritti umani".
“A questo punto i governi membri del Wto, e in particolare quelli europei tra cui l’Italia, traggano una valida lezione da quanto accaduto a Ginevra e si muovano subito per la definizione di nuove regole del commercio internazionale basate sulla realizzazione dei diritti fondamentali dei popoli del pianeta, e non sull’apertura indiscriminati dei mercati” sostiene Roberto Sensi di Mani Tese.
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Tradewatch (www.tradewatch.it) è l'Osservatorio italiano sul commercio internazionale promosso da Centro Internazionale Crocevia, Campagna Riforma Banca Mondiale, Fair, Mani Tese, Gruppo d’appoggio al movimento contadino africano, Terra Nuova e Fondazione Culturale Responsabilità Etica
venerdì, 21 luglio 06 11:39
Genova, la verità
Diario di questa settimana
Un piano mai attuato per fermare i violenti. Gli ultras del calcio in piazza. La confusione dei massimi vertici della polizia e del governo nella gestione dell'ordine pubblico. Sono solo alcune delle storie che Diario propone nel numero speciale "Genova, la verità", in edicola da venerdì 21 luglio, cinque anni esatti dopo il tragico G8 che costò la vita a Carlo Giuliani.
Non una semplice rievocazione di quei giorni, ma oltre cento pagine di inchieste e ricostruzioni sui fatti più gravi di quelle giornate: i black bloc, la carica ai Disobbedienti in via Tolemaide, piazza Alimonda, le violenze sugli arrestati a Bolzaneto, la sanguinosa irruzione alla Diaz e tanto altro ancora.
Il numero è illustrato dalle foto inedite di Enzo Baldoni, il collaboratore di Diario ucciso in Iraq nell'agosto 2004, che attraversò le giornate di Genova a modo suo, in sella a uno scooter, armato di computer portatile e fotocamera digitale.
Visti i drammatici eventi del Medio Oriente, Diario dedica 16 pagine dello speciale a reportage dalla guerra in Libano.
Guarda la presentazione su Arcoiris.tv
Un piano mai attuato per fermare i violenti. Gli ultras del calcio in piazza. La confusione dei massimi vertici della polizia e del governo nella gestione dell'ordine pubblico. Sono solo alcune delle storie che Diario propone nel numero speciale "Genova, la verità", in edicola da venerdì 21 luglio, cinque anni esatti dopo il tragico G8 che costò la vita a Carlo Giuliani.
Non una semplice rievocazione di quei giorni, ma oltre cento pagine di inchieste e ricostruzioni sui fatti più gravi di quelle giornate: i black bloc, la carica ai Disobbedienti in via Tolemaide, piazza Alimonda, le violenze sugli arrestati a Bolzaneto, la sanguinosa irruzione alla Diaz e tanto altro ancora.
Il numero è illustrato dalle foto inedite di Enzo Baldoni, il collaboratore di Diario ucciso in Iraq nell'agosto 2004, che attraversò le giornate di Genova a modo suo, in sella a uno scooter, armato di computer portatile e fotocamera digitale.
Visti i drammatici eventi del Medio Oriente, Diario dedica 16 pagine dello speciale a reportage dalla guerra in Libano.
Guarda la presentazione su Arcoiris.tv
martedì, 18 luglio 06 16:01
Congo: si avvicinano le elezioni

Congo: le Botteghe del Mondo italiane appoggiano gli osservatori democratici
L'Associazione Italiana Botteghe del Mondo, i punti vendita non profit del Commercio Equo e Solidale, parteciperà con una propria rappresentante, la segretaria nazionale Donata Frigerio, alla una missione di 'osservatori internazionali elettorali' organizzata da Beati i Costruttori di Pace, che invierà volontari accreditati e invitati dalla commissione elettorale in Congo, per incoraggiare il processo elettorale e soprattutto i congolesi del Kivu, vessati ancora da violenze. Si tratta delle elezioni presidenziali e parlamentari, fissate per il prossimo 30 luglio, le prime dal 1962 e dalla morte di Lumumba.
'Assobotteghe ha pensato come coinvolgere le Botteghe perché è estremamente importante per i congolesi che questo avvenimento sia accompagnato discretamente e non passi inosservato', spiega l'Associazione in una nota. In tutta Italia fioriscono iniziative, nelle grandi ma anche nelle piccole città. La Bottega di Shongoti di Erba (CO) distribuirà informazioni, come Il seme di Bergamo e Guarda il mondo di Mozzate (CO). Karibuny di Bevera (LC) e La croce del Sud di Piombino (PI) che, tra l'altro, importa dal Congo alcuni prodotti artigianali, sostengono anche economicamente la missione. A Busto Arsizio (VA) presso la Bottega 'Migrando-Elaborando' si condivideranno cene di solidarietà con il popolo congolese, a cui faranno seguito incontri di approfondimento sulle elezioni in Congo e sulla missione di osservatore che andremo a compiere. Cena - festa - incontro anche il 13 luglio a Marina di Pisa presso 'Emporio Equosolidale' e il 14 luglio a Ladispoli (Roma) presso la Bottega Il fiore. All'incontro di Ladispoli hanno partecipato come relatori Bienvenu Kasole rifugiato politico della R. D. del Congo e Martin Kongo della Bottega del Mondo di Roma Sanganà.
Per gli aggiornamenti: www.beati.org
martedì, 18 luglio 06 13:27
Scozia e Galles nazioni equosolidali

Non solo città equosolidali, Scozia e Galles hanno fatto un passo in più e si sono dichiarate Nazioni Equosolidali, le prime al mondo.
La dichiarazione ufficiale
venerdì, 07 luglio 06 18:22
Mietere il grano, raccogliere la speranza

E' stata una trebbiatura speciale, quella che si è svolta i primi giorni di luglio in Sicilia, nel territorio di Monreale. Sui campi di grano della "Cooperativa Lavoro e non solo", che coltiva i terreni confiscati alla mafia, hanno lavorato fianco a fianco i giovani siciliani e i volontari che hanno aderito ai campi di lavoro estivi promossi da Arci, Libera e Fondazione Culturale Responsabilità Etica, in collaborazione con la Regione Toscana. E la bandiera di Banca Etica, che sventola sulla trebbiatrice accanto a quella dell'Arci, ribadisce ancora una volta il legame, simbolico e concreto, tra l'istituto di credito e l'impegno per la diffusione di una cultura della legalità nel Mezzogiorno.
Da sempre, infatti, Banca Etica sostiene il lavoro di don Ciotti e dell'associazione Libera, partecipa alla Carovana Antimafia, finanzia alcune delle cooperative di Libera Terra, che hanno trasformato i terreni confiscati alla mafia in opportunità impreditoriali e di inserimento professionale per i giovani del Sud. Uno sviluppo economicamente e socialmente sostenibile, secondo Banca Etica, è possibile anche nelle regioni del Sud, ma richiede impegno e coesione da parte di tutti: associazionismo, cooperazione sociale, enti pubblici e società civile.
I campi di lavoro promossi da Arci, Libera e Fondazione Culturale Responsabilità Etica, si svolgono dal 1° luglio al 18 settembre, coinvolgendo i giovani tra i 18 e i 30 anni, che per 2 settimane lavorano fianco a fianco con i ragazzi della Coop. Sociale Lavoro e non Solo, in Sicilia e in Calabria. In programma, oltre ad attività agricole e manuali, momenti di studio, laboratori e incontri di educazione alla legalità. Ai seminari formativi partecipano esperti, familiari di vittime di mafia, politici, sindacalisti rappresentanti del Terzo Settore e della Chiesa locale, esponenti delle associazioni Antiracket, delle Forze dell'ordine e della Magistratura che contribuiranno ad un'analisi del fenomeno mafioso e delle molteplici esperienze di riscatto e di contrasto alle organizzazioni criminali sorte negli ultimi anni.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito: www.arci.it/educazione
giovedì, 06 luglio 06 10:40
La pagella di ECOSOC

Accesso all’acqua e scolarizzazione: buono. Sanità e cure mediche: insufficiente. Sinergie internazionali per combattere la povertà: più che buono. I ‘voti’ e l’analisi sui Millennium Goals da parte del Consiglio Economico e Sociale dell’Onu in assemblea a Ginevra.
Accesso alle risorse idriche e all’istruzione. È in questi campi che sono stati fatti gli sforzi maggiori da parte dei paesi in via di sviluppo ma non basta per raggiungere gli obiettivi del Millennio che a livello mondiali sono stati posti da qui al 2015.
A fare l’analisi della situazione ci ha pensato un rapporto delle Nazioni Unite – dal titolo “UN Millennium Development Report 2006” - che è stato presentato in questi giorni a Ginevra. E proprio a Ginevra è in corso, fino a fine luglio, l’assemblea generale del Consiglio economico sociale dell'Onu (ECOSOC) durante la sua cerimonia di apertura è stata presentata una relazione di avanzamento relativo agli otto obiettivi di sviluppo del millennio – meglio noti a livello internazionale come Millennium Development Goals sottoscritti a New York nel 2000.
Se il successo è stato ottenuto in maniera rilevante rispetto a quanto previsto negli ambiti come l’accesso all’acqua e all’istruzione – sempre, però, con evidenti lacune in molte zone del mondo Africa in primis – molto c’è da fare ancora.
Il rapporto 2006 precisa che alcuni degli obiettivi, come il tentativo di aumentare l’accesso alle cure mediche per alcune popolazioni è stato perseguito “senza sforzi notevolmente accelerati”. In molti casi al progresso si mescola l’aumento delle difficoltà. Se da un lato si sviluppano programmi per donne e bambini nella cura e prevenzione di alcune malattie come Aids e malaria, dall’altro i numeri dei contagiati continuano a crescere.
Progredire nell'ottavo MDG, il rinforzo dell'associazione internazionale per combattere la povertà, presta una certa speranza in quanto la zona, tuttavia, il rapporto dice. L'aiuto allo sviluppo l'anno scorso ufficiale (ODA) sorpassava per la prima volta mai $100 miliardo, comunque alcuno di questo ha incluso la perdita assoluta del debito. Il rapporto 2006 di obiettivi di sviluppo di millennio è pubblicato dalla divisione di statistiche del ECOSOC ed include i contributi dai reparti statistici di più di 20 fondi monetari di NU, programmi ed agenzie ed altre organizzazioni internazionali.
Inoltre, accanto al progresso della protezione delle risorse naturali il rapporto mette in evidenza come spesso le misure protettive possano entrare velocemente in vigore tenendo il passo dei cambiamenti climatici combattendo, così, l’inquinamento dell’aria e delle fonti idriche.
Uno degli obiettivi primari associati ai MDGs è lo sradicamento della povertà con il conseguente tentativo di ridurre del 50% la popolazione che nei paesi più poveri vive con meno di un dollaro al giorno. In Asia la sfida si sta vincendo ma restano molto indietro l’America Latina e l’Africa subsahariana – in cui si arriva al 44% di persone che vivono sotto la soglia minima di povertà -.
L’ottavo obiettivo del Millennio è relativo al rafforzamento della partnership internazionale per combattere appunto la povertà e sembra essere quello che potrebbe riservare più sorprese positive.
Nel 2005, infatti, si parlava di oltre 100 miliardi di dollari investiti, tra donazioni e progetti, in assistenza allo sviluppo, una cifra mai raggiunta prima. E tra questo ci sta anche la cancellazione del debito. Quindi, sembra che la strada intrapresa sia quella giusta anche se, come sempre, si può e si deve fare di più.
Il rapporto 2006 è stato pubblicato dalla Divisione Statistica dell’ECOSOC e include contributi statistici di molte organizzazioni internazionali oltre che delle varie divisioni e dipartimenti dell’Onu.
Da Nigrizia.it


