giovedì, 24 agosto 06 15:59
Hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato pace
Srifa, 15 agosto 2006. Hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato pace. Srifa, o quello che era una volta il villaggio di Srifa, è una distesa di case spianate, muri esplosi, macerie, gatti affamati e cadaveri intrappolati. Ma è anche il luogo della vittoria per gli Hezbollah, i cui miliziani camminavano ieri, in mezzo alla distruzione, con l'aria degli eroi conquistatori. A chi bisogna dare la colpa di questo deserto? Alla milizia sciita che ha provocato questa guerra, o all'esercito e all'aviazione israeliana che hanno devastato il Libano del sud, e ucciso tanti dei suoi abitanti?
Non c'è dubbio su ciò che pensa il mukhtar, il capo, del villaggio. Quando tre uomini di Hezbollah - uno ferito al braccio, gli altri che trasportavano cartucciere e una ricetrasmittente - ci sono passati accanto fra i cumuli di cemento in macerie, Hussein Kamel el-Din ha gridato loro "Salve, eroi!". Poi si è voltato verso di me. "Sai perché sono arrabbiati? Perchè Dio non gli ha dato l'opportunità di morire".
Continua a leggere l'articolo di Robert Fisk
da Peacelink
Non c'è dubbio su ciò che pensa il mukhtar, il capo, del villaggio. Quando tre uomini di Hezbollah - uno ferito al braccio, gli altri che trasportavano cartucciere e una ricetrasmittente - ci sono passati accanto fra i cumuli di cemento in macerie, Hussein Kamel el-Din ha gridato loro "Salve, eroi!". Poi si è voltato verso di me. "Sai perché sono arrabbiati? Perchè Dio non gli ha dato l'opportunità di morire".
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da Peacelink
martedì, 22 agosto 06 09:37
I 'minatori' del Che sfidano le multinazionali

SANTIAGO - Sono i minatori di Che Guevara, quelli del deserto dell'Atacama, nel nord del Cile, che lui e Granado attraversarono a piedi nel marzo del 1952 curiosi di osservare le condizioni di vita in una delle regioni più povere, aride ed inospitali del pianeta. In agitazione da due settimane, ieri hanno votato lo sciopero ad oltranza dopo il fallimento della mediazione del governo cileno. Escondida ("nascosta" in spagnolo), è la più grande miniera di rame del mondo.
Il metallo rosso indispensabile per l'industria, dall'automobile all'elettronica che, trascinato dal boom economico cinese, ha quintuplicato il suo costo e il suo valore negli ultimi tre anni. A Escondida, duemila operai ne estraggono dalla terra 3.600 tonnellate al giorno, 1,3 milioni di tonnellate all'anno. E, mentre sul mercato di Londra, il prezzo dei filamenti rossicci vola oltre i 3,5 dollari alla libbra (ieri ha chiuso con un nuovo aumento dello 0,6 percento), la più importante miniera del mondo è ferma. Produzione zero.
Continua a leggere l'articolo di Omero Ciai su Repubblica


